Il substrato solare o backsheet, solitamente composto da uno o più tipi di polimeri, funge da strato finale del pannello solare fotovoltaico. Grazie alla loro costruzione multistrato, questi materiali hanno una durata eccezionale. Dotati di uno strato esterno resistente alle intemperie, uno strato centrale elettricamente isolante e uno strato interno adesivo, sono progettati per resistere anche alle condizioni più difficili.
I substrati dei pannelli solari svolgono un ruolo cruciale nel fornire un supporto affidabile alle celle solari, assicurando il funzionamento senza interruzioni dei sistemi di alimentazione a bordo dei veicoli spaziali. In genere, queste strutture hanno un design ultraleggero, una rigidità eccezionale e una superficie notevole.
Composizione
pvf (fluoruro di polivinile) è in genere utilizzato come materiale primario per lo strato esterno. Per rispondere alla crescente domanda di riduzione dei costi e di miglioramento della durata del backsheet, sono emersi innovativi backsheet PV, in particolare quelli che incorporano strati esterni non in fluoropolimero. Tra i vari materiali di substrato disponibili, alcune delle opzioni più recenti si basano su poliammidi (PA) o poliesteri. Tra questi rientrano, tra gli altri, il PET (polietilene tereftalato) e il PEN (polietilene naftalato).
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Che cosa è il substrato solare flessibile?
Nei pannelli solari, un substrato flessibile si riferisce a un materiale che funge da fondamento per celle solari e altri componenti vitali. Il materiale utilizzato è flessibile e può essere modellato in vari modi, dando più libertà e opzioni per la progettazione.
Esistono vari materiali che possono essere utilizzati per creare substrati flessibili, come polimeri, metalli e ceramiche. Polietilentereftalato (PET), la poliimmide (PI) e l'acciaio inossidabile sono tra i materiali di substrato flessibile più frequentemente utilizzati nei pannelli solari.
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